martedì 27 dicembre 2011

Andar per rane

Al momento, la mia indignazione massima è rivolta alla soppressione dei treni della notte. Dei ferrovieri licenziati non voglio parlare adesso: è una faccenda diversa.
Ma i treni?
A parte che questa genialata aggrava non poco la già scarsa capacità di collegamento tra Sud e Nord del Paese, che di per sè fa salire non poco i costi di qualsiasi prodotto del meridione ovunque sia diretto, mi son presa la briga di fare due calcoli. Oh, intendiamoci, è il conto della serva: ma avercene, dico io!
Allora. Condivido completamente l'idea di certi mal pensanti che ritengono che questa trovata voglia favorire i TAV, ossia i Treni ad Alta Velocità. Delle Ferrovie dello Stato, c'è scritto. Solo che non sono piu' dello Stato, neanche un po'. Lo Stato ci spende, nel senso che ci mette dei soldi...sempre i nostri, ovviamente. Però non ci può metter becco: non son piu' sue.
Ma a parte questo paio di cosette di cui non mi va di occuparmi adesso, io voglio parlare dei treni notturni.
I miei due calcoli.
Mettiamo che un treno notturno, da Milano a Reggio Calabria, impieghi 12 ore. E che in media, cuccetta o vagone letto, costi 100 a persona.
Uno parte da Milano alle 10 di sera e arriva a Reggio alle 10 di mattina. La notte ha dormito, la mattina si è lavato, ha cambiato biancheria camicia e giacchetta e si è pure bevuto un bel caffè. Quindi scende dal treno bello fresco e si trova nel frastuono e nei colori di una città viva: magari si compera le sigarette, si fa cappuccino e brioche, telefona a qualcuno e prende l'autobus, o forse un taxi.
Con le Frecce.
Mettiamo che le Frecce dimezzino il tempo, quindi da Milano a Reggio Calabria impieghi 6 ore.
Mi piacerebbe dire che in media costa sempre 100, ma non posso. So che un Milano-Roma ne costa 83...
Ma facciamo pure.
Allora, uno parte alle 10 di sera e arriva a Reggio alle 4 di mattina. E' stato seduto per 6 ore,  luci basse per cui non riesce né a leggere né a dormire. Sei ore seduto, e naturalmente, neanche la consolazione di una sigaretta, da quegli incivili che siamo diventati. Comunque, quello scende dal treno assonnato, con il torcicollo, con la stessa biancheria con cui è partito, e si trova nel buio di una città giustamente addormentata. Ma quale cappuccino, quale autobus, quale sadiocosa !
Mi si può dire che, con la soppressione dei treni notturni, nessuna Freccia partirebbe alle 10 di sera.
Però magari alle 6 del pomeriggio sì.  Quindi si arriva a mezzanotte. E a mezzanotte datemi un autobus, e non solo a Reggio. Per non parlare di un ristorante, una trattoria o comunque un posto dove mangiare qualcosa che non sia solo un panino: dalle 6 del pomeriggio, se non vuole fare un mutuo per il vagone ristorante, un po' di appetito se lo ritrova.
In ogni caso, quel poveraccio arriva spezzettato, indolenzito e un pochino puzzolente...o no?
Poi tanto per fare un esempio, quel tale va a Reggio per lavoro. Appuntamento alle 11 del mattino.
Con la sua brava cuccetta sarebbe già bell'e pronto, fresco e arzillo.
Con la Freccia gli tocca trovarsi un albergo, arrivarci in taxi - ammesso di trovarlo - dormire in qualche modo con lo stomaco vuoto....
Non affronto il tema dei costi. I conti precisi, fateli voi.

Magari domani approfondiremo gli aspetti sociali, lavorativi e finanziari di questa scelta, e le conseguenze economiche che inevitabilmente  ne deriveranno. E che ricadranno sempre su di noi, guarda caso.

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